


Cagliari, Palermo, Malta, Barcellona, Marsiglia, Livorno. La storia della nostra prima crociera, che si scrive man mano che la raccontiamo.
La crociera è un viaggio che a me è sempre piaciuto. L’ho sempre detto a Luisa: perché non ci facciamo una crociera? Ma quando ho conosciuto Luisa lei era un po’ restia a questo stile di vacanza. Luisa però è una che ama visitare i posti, e la crociera te ne fa vedere tanti in pochi giorni. Quello che la spaventava era proprio l’altra faccia: in crociera in ogni posto rimani poco tempo.
Con gli anni si è incuriosita, fino al giorno in cui abbiamo trovato una crociera con tappa a Malta, La Valletta, una destinazione dove Luisa voleva andare da sempre. Non costava nemmeno tantissimo, eppure non c’eravamo mai andati. Bhe, abbiamo chiesto un preventivo, sembrava abbordabile e in poco tempo l’abbiamo prenotata.
La nave è la MSC Splendida: Cagliari, Palermo, La Valletta, Barcellona, Marsiglia, Livorno e ritorno a Cagliari. Palermo l’avevo già vista io, ma non l’avevamo vista insieme, e tornarci mi faceva piacere. Barcellona invece l’avevamo vista poco tutti e due, e ora che siamo grandi ero curioso di rivederla.
Poi, la parte seria: le valigie. Ci tengo a specificarlo, perché fa parte della storia. Una valigia grande e due medie, più due zaini — una valigia solo di scarpe, una con tutto l’abbigliamento e una con l’abbigliamento più elegante da sera.


Ottobre è un mese molto incerto, ma non so come abbiamo fatto: sembrava agosto, ti giuro, agosto. Siamo arrivati verso le due e ci siamo imbarcati subito. Il primo giorno c’è sempre la curiosità di vedere la nave, e soprattutto la cabina.
Quando abbiamo prenotato, per motivi economici, avevamo preso la cabina con vista mare. Poi, qualche mese dopo, è arrivata l’email con la documentazione: cabina con balcone. Sono quelle mail che fa sempre piacere ricevere. Io il balcone lo desideravo tantissimo, quindi per noi è stata una sorpresa enorme, e infatti la prima cosa che abbiamo fatto è stata andare a vederla. Siamo rimasti veramente molto contenti.
Poi dritti al buffet: dolci, io pizza e hamburger, perché avevamo pranzato ma erano passate diverse ore. Un primo giorno tranquillo e rilassante, a girare la nave, o almeno quello che pensavamo di aver girato, perché è talmente grande che fai fatica a conoscerla tutta. Ah, e prima di tutto questo c’è stata l’esercitazione di sicurezza, quella in cui ti mostrano i punti di raccolta: un piccolo dettaglio che mi era scappato.
Una delle cose più belle, sicuramente, è quando la nave parte e lascia il porto: hai una vista che puoi vedere solo quando sei in crociera. Cagliari che si allontana dal ponte, con il tramonto davanti.
Poi in cabina a cambiarci, perché quella sera non era una sera qualunque.


La prima sera era la serata anni 60-70, una delle più attese da Luisa. Avevamo comprato su Amazon degli abiti davvero particolari: lei un vestito tutto colorato a fiori, io pantaloni beige e una camicia con la stessa fantasia del suo vestito. Io, quella sera, la parrucca non l’ho messa. Però è stata una bella serata, ci siamo divertiti tanto.
Dopo il cambio in cabina siamo andati a berci un drink in nave, ovviamente, e poi ancora un drink prima di cena. Prima di cena, però, c’è stato lo spettacolo, “Nature”, al teatro The Strand: molto bello, mi è piaciuto. All’inizio facevo fatica a seguirlo, ma ne è valsa la pena.
E tante persone ci hanno fatto i complimenti per come eravamo vestiti, perché non tutti rispettano il tema della serata: come abbigliamento non è facile. Quelle poche persone che si erano vestite ricevevano complimenti, e noi anche i fotografi: ci hanno assalito tutta la sera, una marea di foto, anche troppe. Eravamo in pochi vestiti così, e si vedeva.



Per cena c’è stato il primo inconveniente. Al ristorante il nostro tavolo non c’era. Io andavo dal personale di bordo a chiedere, e loro dicevano il numero è qua, e io: sì, è qua. Ma quello era il numero della cabina, non quello del tavolo: nella testa del sistema, il nostro tavolo non esisteva.
Ci hanno dato un tavolo provvisorio, e vabbè: un tavolo gigante, tutto per noi due. Uno dei motivi per cui volevamo la crociera era conoscere un po’ di persone, e invece la prima sera ci siamo ritrovati da soli. Abbiamo mangiato tutto abbastanza bene e tranquilli, e va bene così.
Dopo cena siamo rimasti nella hall, una bella sala piena di divanetti. L’incontro della serata è stato un signore che parlava inglese, un po’ brillo, che non amava ballare e rideva perché non gli piacevano le canzoni italiane. Io non capivo niente, il mio inglese è pessimo, Luisa qualcosa capiva. Io mi limitavo a sorridere.
A fine serata, stanchi, a letto: il giorno dopo ci aspettava una grande mattinata a Palermo.
Se andate a una serata a tema, vestitevi sul serio: sarete in pochi e riceverete complimenti (e un po’ troppe foto).